Il blog del Buciardo-- molte bugie spiritose e molte verità nascoste --

Questo mio blog rappresenta in fondo la mia personalità. E' vero che mi piace il gioco e lo scherzo, ma è anche vero che spesso inserisco dei temi molto seri; che assolutamente non devono essere presi alla leggera soltanto perchè questo è il Blog del Buciardo. Qui c'è un misto e ogni cosa va presa per il verso giusto. Buona lettura e buon divertimento a tutti.

mercoledì, dicembre 21, 2011

Gli animali









Carissimi,tutti sanno cosa sono, pochi sanno riconoscerne il valore che hanno nella nostra vita quotidiana. Specialmente quelli domestici.Incollo sotto una lettera aperta ai politici che pubblicai nei primi mesi del 2002.Ho ricevuto grandi consensi, ma le cose sono rimaste le stesse dopo anni. Ci riprovo di nuovo e vediamo gli effetti. Premetto che il mio Eros di cui sotto parlo al presente, morì il 4 febbraio del 2005 nello studio della veterinaria, la quale pensò anche alla sepoltura adeguata con tutti i riguardi, dopo la puntura mortale a 13 anni di vita. Ne fui costretto per finire la sua sofferenza, rimasto completamente paralizzato, dopo una settimana tra catederi e flebo ... Ancora oggi, quando rpenso alla grande compagnia che mi ha fatto in passato, ne soffro terribilmente. Anche mia moglie, di cui sotto parlo al presente, non vive più con me dal mese di agosto 2007. La vita va avanti, i ricordi restano.










Noi tutti sappiamo cosa sono, ma in pochi conoscono esattamente come vanno trattati e a che servono. Sono stati scritti molti libri ad esempio sui cani, tipo Massimo Perla o Massimo Aquilani sul pastore tedesco; ma il vero problema, come si dice spesso in giro, è che in Italia si legge sempre pochissimo.Quello che intendo fare è criticare il comportamento e le idee degli altri; non perché gli altri debbano gerarchicamente dammi retta; io non sono nessuno; ma proverò a tenere un discorso democratico affinché VOI politici possiate riconoscere che ho ragione. E se ho ragione, bisogna fare la legge,subito. Dal mio punto di vista, in Italia, manca la responsabilità propria dell’individuo. Se ad esempio decidiamo di adottare o di comprare un cane, non è detto che debba obbligatoriamente diventare il giocattolo dei nostri figli. Non è detto neanche che deve diventare il guardiano della nostra casa o del terreno. Possibile che non riusciamo ad accoglierlo come un amico o un figlio? Molto spesso mi accorgo che lo stato italiano ha fatto e fa delle leggi infantili; sembra come se ci volesse accompagnare per mano quando attraversiamo la strada. 










A questo punto, perché non aggiungere anche l’animale domestico sullo stato di famiglia? Se poi e soprattutto adoperiamo severi controlli almeno due volte l’anno da parte dei vigili urbani, come un vero e proprio censimento, possiamo essere certi che la famiglia che va in vacanza non si dimentica più il cane per la strada o alla pensione cinofila. Sicuramente qualcuno mi può ricordare che io non ho la minima idea delle spese comunali che bisognerebbe affrontare per fare due censimenti l’anno. Io posso rispondere che in ogni caso sono necessarie e sicuramente non superiori alle votazioni di un normale referendum. (Quanti referendum sono stati fatti e poi aboliti perché il quorum, il50% +1 non era stato raggiunto…) Salvare la vita a migliaia d’animali che sono abbandonati sulle strade e autostrade ogni anno, vuol dire anche vivere in una società più dignitosa e rispettabile. Anche il più barbaro dei genitori pensa che voglia evitare di far vedere tante bistecche al sangue ai propri figli minori lasciate dagli automobilisti. Io chiedo un semplice e normale rispetto della vita, sia umana che animale.Un rispetto, a mio giudizio, superiore a quello che predica la chiesa cattolica; se non altro a me non piace sacrificare animali, ne a Pasqua ne a Ferragosto, ne mai. Basta guardare a occidente dell’Italia: la Spagna. Un paese più cattolico di quello credo che non esista; eppure che fine fanno quei poveri tori nel sacrificio disumano chiamato corrida? Tocchiamo ora il tasto della caccia. Che brutta parola! Già da sola significa morte; già, morte di chi non centra niente, morte di chi viene al mondo con il solo peccato che sono cibo prelibato per altri. Potevo capire una volta, quando la caccia serviva per sfamarsi, per sopravvivere. Ora che bisogno c’è? Se si mangia un semplice coniglio d’allevamento al posto della lepre, un semplice pollo al posto del fagiano, che male c’è? A questo mondo purtroppo esistono già i mattatoi; però non si possono contestare più di tanto perché servono a sfamare la popolazione. Prima che inventeranno i pasti a base di pillole o che diventiamo tutti vegetariani, passerà ancora qualche secolo. Come si può far capire a tutti quei cacciatori che esistono in Italia e nel mondo che il loro è un semplice sport al massacro? Non si può neanche chiamare guerra, perché essendo animali non si possono difendere contro i fucili dell’uomo. C’è poi un altro atto barbaro da considerare: non è detto che ogni cacciatore quando spara ammazza l’animale sul colpo; anzi sosteniamo che è costretto a sparare più volte prima che ferisca il bersaglio; questo viene poi ferocemente ucciso a terra, a bastonate o dal cane. Nel 2001 non si può fermare una simile crudeltà del tutto inutile? Tanto per parlare di crudeltà voglio aggiungere le atroci sofferenze cui sono sottoposti gli animali da pelliccia. Mi sono rimasti impressi i documentari che fece Adriano Celentano ai tempi che presentava “ Canzonissima ”… che brutte torture che subivano quelle povere foche, visoni o castori… Il tutto perché c’è gente che deve indossare la pelliccia, gente che la vende, e il tutto crea un giro di migliaia di miliardi annui. Che schifo! In molti piccoli comuni, poi c’è da aggiungere, sono rimasti talmente arretrati come sistema di vita, che sembra di vivere in un film del secolo scorso. A tale proposito devo dire, che gli animali che loro chiamano genuini, perché non provengono dagli allevamenti di città, sono addirittura scannati tra mille sofferenze ed agonie del malcapitato. Gentili signori del Parlamento italiano, 












Senatori della camera dei deputati, avete mai sentito quante urla e per quanto tempo resta un maiale legato a testa sotto e con un coltello conficcato nella gola? Già, proprio così; bisogna togliere il sangue dalla carne, altrimenti non è buona! Io mi rivolgo a voi, gentili signori sopra citati, perché immagino che da questo punto di vista siete ignoranti, con tutto il rispetto per il vostro titolo scolastico e per la carica che ricoprite al governo o all’opposizione. Possibile che avete un cuore, uno stato d’animo talmente forte che simili crudeltà non vi toccano minimamente? Perché riservate un simile trattamento su dei poveri animali innocenti, invece che su chi è veramente colpevole come Totò Riina, Leonluca Bagarella o su quell’altro mafioso che ha avuto il coraggio di squagliare nell’acido un ragazzo di quindici anni, la cui sola colpa era quella di essere figlio di un pentito di mafia ? Se siete molto occupati, anche perché non lo dimentico che stiamo vivendo un clima di quasi guerra, ma se potete provate un giorno ad indossare un paio di jeans. Per delle week end, lasciate libera la servitù, prendete un’utilitaria o più di una per la vostra scorta e fatevi un giro per l’Italia, in modo da sembrare semplici turisti. Poi mi saprete rispondere. Per parlare di fatti meno gravi, ma sempre ingiusti, provate a passeggiare a piedi per qualche piccolo centro, ad esempio la cittadina di Aprilia o Pomezia. Quanti cani sentiti piangere chiusi fuori nei balconi dei palazzi. La mentalità della gente, purtroppo, sostiene che il cane dentro casa sporca; si deve quindi accontentare di quei pochi minuti che il padrone gli concede la sera quando rientra dal lavoro. Quanta fatica non costerebbe mai ad ogni proprietario di cane lavarlo ed accudirlo, tenerlo pulito in modo che, come faccio io, possa liberamente sdraiarsi sul divano? Altre volte mi è addirittura capitato di sentire che non rientrano proprio, che per motivi di lavoro sono dovuti partire qualche giorno e non hanno trovato nessuno che si prendesse cura del proprio animale.Io mi domando e dico: quanto costerebbe al Sindaco pagare lo straordinario a qualche vigile urbano e farlo controllare molto severamente nelle ore serali affinché questo non accada più? Sarebbe sufficiente un’ordinanza del sindaco che avvisi il cittadino d’essere più responsabile, se non vuole pagare una multa bella salata e un processo per direttissima fino a due mesi di reclusione! I sindaci e le regioni, miei cari parlamentari, li comandate Voi. L’ordine deve partire da Voi per prima. Bisogna partire dal principio giusto ed umano che l’animale non ti chiede nulla perché non parla: ma se ti prendi la responsabilità di adottare un cucciolo la devi mantenere fino in fondo, come se fosse tuo figlio. Se qualcuno che dopo aver letto questo mio scritto, verrà in mente di chiedermi cosa avrei fatto io in particolari situazioni, gli rispondo che io ho fatto tredici traslochi in sedici anni tra cui almeno cinque a causa del mio cane; ho preso non so quanti permessi sul lavoro per il suo stato di salute ed è una gioia ogni volta che ci vediamo. Ricordo ancora a quel signor Qualcuno, che un giorno forse, se trovo un editore, farò un memoriale di vita; un qualcosa che insegni agli altri come ho fatto io a superare tanti momenti difficili senza mai abbattere il muro dell’onestà. Certo, mi piacerebbe molto. Devo pure calcolare il rovescio della medaglia: cosa importerebbe agli altri di sapere come ho fatto io a superare tanti momenti difficili? Hanno già tanti problemi per conto loro… Per finire questo discorso sugli animali, bisogna che la gente si assuma responsabilità in fretta. Il tutto può e deve essere applicato con l’aiuto di leggi severe. Quanto sarebbe bello se un giorno sento suonare il campanello di casa mia ed un vigile urbano mi fa delle domande di questo tipo: buongiorno signore, stiamo facendo un normale controllo. Lei è il signor? Lei è il capo famiglia? Quanti figli ha? E’ sposato o convivente? Dove lavora? Quello è il suo cane? Mi fa vedere per favore l’iscrizione all’anagrafe canina? Mi fa vedere il suo libretto delle vaccinazioni? E intanto scrive… Mi fa vedere il tatuaggio? Dove vive il suo cane? Chi è che principalmente si occupa di lui? Se qualcuno dovrebbe rispondere “ L’ho dato in affidamento a…” Bene signore, andiamo a vedere, noi abbiamo l’ordine di 















controllare e fotografare come realmente Lei tiene il suo cane e dobbiamo riferire… Sicuramente cari lettori, vi siete resi conto che non sto parlando di fantascienza… Basta un minimo d’iniziativa e tanta buona volontà per andare avanti e vivere in un mondo migliore. Con un ordine statale si può ordinare a tutti i sindaci d’Italia di premunire questo servizio per il bene comune del cittadino italiano. A tale ordinanza bisogna anche aggiungere la costruzione di centinaia di nuovi canili comunali perché molti comuni ne sono sprovvisti; in particolar modo veterinari pagati dal comune perché non tutti i cittadini hanno la possibilità economica per affrontare tale spesa. Lo stato o le regioni, secondo l’esito delle ultime votazioni, invece possono aggiungere la spesa nella finanziaria annuale. Bisogna poi anche fare molta attenzione ai loro rapporti con troppa facilità. Ci sono dei modi indolori che i veterinari sanno, per avere i loro rapporti senza procreare. ( Spero che il vaticano non mi legga, altrimenti mi scomunica…) E’ sufficiente che il proprietario della femmina, se decide di farle avere dei cuccioli, si premunisca prima, per scritto, di un eventuale affidamento dei cuccioli a terzi. L’unico modo per evitare il randagismo, oltre l’abbandono, è il controllo delle nascite. I proprietari dei genitori devono avere poi il compito di insegnare come si tiene un cane, a coloro che fanno richiesta dei cuccioli in adozione. La stessa cosa vale anche per gli allevamenti: devono insegnare e controllare a chi ne fa richiesta come si tiene un cane. Quando qualcosa non va devono avvisare le autorità competenti che a loro volta devono intervenire energicamente contro chi non rispetta le buone regole del mantenimento degli animali, dopo che gli stessi siano stati informati ed hanno sottoscritto una specie di contratto. Oggi invece, lo sapete anche voi: lo vuoi? Prenditelo e portatelo via. Poi chi s’è visto S’è visto… Una cosa molto importante è il mio parere favorevole all’ottanta per cento della trasmissione televisiva che conduce Enrica Bonaccorti ed il sito internet “ il Muro “ . Si, intendo precisare all’ottanta per cento perché ancora non so per certo se effettivamente controllano il grado d’affidabilità di coloro ai quali affidano i cani in adozione. Mi piacerebbe tanto sentire in diretta Enrica Bonaccorti dire: signore il cane glielo affido, ma tenga presente che ogni sei mesi manderò qualcuno a controllare… A mio parere sarebbe più giusto se si controllano e sono assistiti, (magari e probabilmente non lo sanno), queste persone alle quali si affidano i cani. Io sono particolarmente sicuro che in un primo momento siamo tutti entusiasti, ma pochi sanno effettivamente tutte le cure e l’amore di cui ha bisogno il nostro ospite. Probabilmente l’80% di loro si scoraggiano dopo pochi mesi, cercheranno invano qualcuno a cui affidarlo, ma poi scoraggiati lo lasciano in qualche posto. Il mio modo di ragionare, fino ad oggi, ha trovato moltissimi sostenitori del mio pensiero: se io prima di guidare un’automobile sono obbligato a prendere la patente, non vedo il perché no se prima di adottare un cane mi vado a comprare un bel libro da studiare sulla razza e sul comportamento dell’animale che intendo adottare. Sono sicuro, che se facciamo un sondaggio alla gente comune di poterne già anticipare le risposte. Se potessi armarmi di un operatore televisivo che mi segue nelle piazze cittadine e domandassi alle casalinghe: “Signora buongiorno, lei se avesse la possibilità, si comprerebbe un cavallo?” “ certamente!” sarebbe la risposta, con l’aggiunta di una frase del tipo “anche una stalla, perché a casa dove me lo metto?” Nessuno mi darà la vera risposta che il cavallo ha bisogno oltre che della stalla, anche della fattoria, di uno stalliere che lo striglia e l’accudisce ogni giorno, di una bella prateria dove poter galoppare indisturbato. Il cavallo che vive in città è morto ancora prima di andare al macello. Ecco spiegato il perché, molto spesso troviamo chiuso in città il Terranova, il cosiddetto cane papera, chiamato così perché ha bisogno di tanta acqua per poter vivere; i cani da caccia, ( il bracco, il setter, il collie, ) , il Siberian aski, il cosiddetto cane elle nevi. Nel 1993, non ero ancora un camionista, ma un semplice operaio carrellista presso una ditta di Aprilia; passando per caso davanti una bancarella di libri, ne vidi uno che attirava la mia attenzione: il pastore tedesco, di Massimo Aquilani. Ho sempre avuto un debole per quel tipo di razza, e mia moglie era più incuriosita di me; lei non aveva mai avuto un cane in casa. Io invece quando abitavo con i miei genitori, avevo fatto qualche esperienza del genere. Fino a quel giorno, tutti i proprietari delle case dove avevo abitato, mi avevano messo sul contratto d’affitto il divieto di avere in casa animali domestici. Così, dopo aver letto il libro sul pastore tedesco, capii che, a differenza di quanto tutti gli altri mi avevano detto fino a quel momento, il cane poteva vivere tranquillamente in casa; purché con un po’ di buona pazienza non gli dovevano mancare almeno quattro o cinque uscite al giorno per i bisogni da cucciolo, almeno due da grande, e delle passeggiate, almeno una a settimana. Ebbene signori, il mio sogno stava per avverarsi; ottenuto il benestare dal mio ex proprietario di casa, che tra l’altro era anche un mio collega di lavoro, andai presso un negozio di animali ed acquistai il mio Eros; non esisteva un solo pomeriggio che passavo in casa; a tutt’oggi non mi abbona mai un minuto; tanti passi faccio io tanti ne fa lui. Ho eseguito alla lettera tutti i consigli del libro e tutti i consigli dell’allevatore che me lo ha venduto. Iniziando da tutte le premure che ho avuto, quando appena svezzato dal latte materno, al suo trentacinquesimo giorno di vita, io dormivo a pancia sotto e con la mano a penzoloni dal letto perché doveva fargli compagnia; fino al giorno prima lui aveva dormito insieme ai suoi 7 fratelli e la madre, quindi piangeva per solitudine; quando i tuoni dei temporali lo facevano impaurire, io e mia moglie subito pronti a tenerlo in braccio per tranquillizzarlo; quando a cinque mesi ha iniziato a seguirmi al mare in acqua vincendo la paura. Alcuni miei ex amici hanno smesso di frequentarmi proprio perché me lo portavo sempre appresso; ho accettato tutto questo ed altro, per mantenere fede all’impegno della responsabilità che mi ero preso. Soprattutto non mi sono pentito di nulla; anzi, se potessi tornare indietro ricomincerei da capo a fare dalla prima all’ultima mossa. Non gli ho fatto mancare neanche il suo filmato di crescita: con la mia vhs, ogni mese gli facevo 15-20 minuti di registrazione. Oggi quando voglio, mi basta inserire la videocassetta per vederlo crescere di nuovo sotto i miei occhi. Sono pazzo? Sono esagerato? Questo sta a voi deciderlo. Io mi ritengo soltanto uno di sani impegni morali.
Nando



1 commento:

  1. Ciao Nando... d'accordo con te su tutto, tranne quando dici che i macelli non si possono contestare più di tanto perché servono a sfamare la popolazione. Ritengo che la popolazione, quella occidentale per lo meno, non abbia bisogno di mangiar carne per sfamarsi... al contrario, il pericolo attuale in occidente, dal punto di vista salutistico è il problema dell'obesità la quale è dovuta anche e soprattutto agli stravizi alimentari, in primis l'eccesso di grassi animali.

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