Il blog del Buciardo-- molte bugie spiritose e molte verità nascoste --

Questo mio blog rappresenta in fondo la mia personalità. E' vero che mi piace il gioco e lo scherzo, ma è anche vero che spesso inserisco dei temi molto seri; che assolutamente non devono essere presi alla leggera soltanto perchè questo è il Blog del Buciardo. Qui c'è un misto e ogni cosa va presa per il verso giusto. Buona lettura e buon divertimento a tutti.

lunedì, dicembre 12, 2011

Introduzione ---- alla mia vecchia lettera per i politici italiani--

INTRODUZIONE

Era mia intenzione creare una specie di libro dove inserire le mie impressioni sul mondo in cui vivo. Tutto questo ha uno scopo ben preciso.
Per iniziare vi dico subito che io ho un vocabolario personale abbastanza ristretto. Non aspettatevi da me paroloni o quelle bellissime frasi che siete abituati a sentire dagli scrittori, professori o dai giornalisti. Come titolo di studio io ho soltanto una terza media acquisita nell’ormai lontano 1975.
Ho notato che tutta la gente importante, ad esempio, i presidenti Bush, Clinton, Berlusconi, Prodi, ecc., se non fossero stati eletti presidenti, se non fossero stati dei politici importanti, non si sarebbero morti di fame. Avrebbero in ogni caso trovato lo stesso il modo per sopravvivere e pure molto bene. Lo stesso esempio vale anche per gli artisti e per i piloti famosi. Non posso dire la stessa cosa per i calciatori. Prendi ad esempio il caso Maradona; non sono l’unico a dire che, se avesse usato il cervello come ha usato i piedi, sarebbe il più grosso scienziato vivente che fosse mai esistito sulla faccia della terra. Adesso si può definire soltanto uno sciocco miliardario drogato. Se non fosse stato calciatore, sicuramente avrebbe vissuto la sua vita in modo normale, come tutti gli altri, forse pure molto peggio perché è scemo. Il che mi ha fatto molto riflettere per un semplice motivo: cosa ne capiscono costoro del mondo operaio? Ora se del mondo operaio non ci capiscono niente i calciatori, i cantanti, piloti ed artisti, la cosa è del tutto irrilevante. Ma mi preoccupo molto quando sono i politici che ci comandano e fanno le leggi a non capirci niente sul problema in questione. In altre parole, se andiamo ad esaminare bene la situazione, ci troviamo su due fronti completamente opposti: da un lato troviamo l’operaio che, essendo a sua volta figlio di gente comune molto raramente si può permettere di mantenere i propri figli all’università; quando ci riesce, al 90% dei casi tira fuori un libero professionista, un buon imprenditore che tira fuori della povertà tutta la famiglia. Dall’altro lato troviamo delle famiglie benestanti che educano i loro figli in modo esemplare. Adesso io non mi metto ad elencare le cose che noi tutti conosciamo, in pratica la differenza di vita tra il ricco e il povero. Voglio però affermare che la maggior parte dei problemi si superano basandosi proprio sull’esperienza che ognuno di noi acquisisce, prima nel crescere e poi in quella professionale. Insomma, per capirci, voglio affermare che da un operaio non esce mai un politico; e se anche ciò è stato possibile, nessuno di loro è mai stato al governo. E’ logico che l’operaio è tale proprio perché non ha studiato; sono milioni di migliaia le cose che non sa e che gli possano permettere di comandare una nazione. Sarebbe però opportuno se chi comanda, prima di fare le leggi, interpellasse la gente comune, vivesse con loro qualche ora al giorno per capire meglio i problemi della nostra società. Tutto questo fino ad oggi non lo ha mai fatto nessuno, i politici e i magistrati hanno sempre fatto una loro vita a parte blindata. Noi tutti sappiamo che i politici, sanno parlare così bene proprio perché hanno studiato per tanti anni e soprattutto perché hanno avuto alle loro spalle famiglie benestanti che provvedevano al lato economico. Con il tutto voglio affermare che, in pratica, per quanto si possono sforzare di fare leggi per la classe operaia, non possono mai sapere, ad esempio, come si vive con due milioni al mese. Al tutto poi bisogna includere se la casa dove vivono è di proprietà o stanno in affitto, perché la cosa cambia di molto in peggio. Ecco il perché ho deciso di scrivere questo libro: vorrei dire a tutti la mia. Io sono un camionista, non laureato e neanche diplomato, che vive alla giornata lavorando molte ore al giorno; ma soprattutto vivo per la strada, in giro per l’Italia ascoltando la vera cronaca, con tutti i problemi della vita con i suoi annessi e connessi. Vorrei dare per quanto mi è possibile, un valido aiuto a coloro che comandano, con qualche pizzico d’ironia, facendogli vedere i problemi da un’altra angolazione; da chi questi problemi li vive giorno per giorno; da chi deve fare i conti con le dita per tirare avanti. Il tutto ampiamente commentato da una valutazione del tutto personale.
Ho deciso di dividere il tutto in capitoli, cercando di affrontare, per quanto mi è possibile, i problemi sociali e tentare di dare loro una soluzione.
Se si è capito bene quello che intendo dire, io non capisco niente di finanza, di borsa o di ragioneria per far quadrare il bilancio dello stato. Io voglio soltanto, se riuscirò ad esprimere esattamente quello che penso, che qualcuno che conta, possa un giorno trovarsi tra le mani questi fogli e dire “ quel camionista aveva ragione ” ; prendere atto del mio pensiero, senza troppi ringraziamenti e fare delle leggi giuste ed appropriate per la società in cui viviamo.
Certo sarebbe un sogno troppo grande se si potessero trasformare in legge i miei pensieri; ma so perfettamente che ciò è impossibile, quindi mi accontenterei se potessero almeno diventare un dibattito parlamentare per l’approvazione in legge in aula del senato. ( Il che significa appunto realizzare un sogno impossibile, ma tanto vale provarci; più che strappare questi fogli e pensare “ questo è matto…” non possono fare).
Qualcuno penserà senz’altro, dopo tutti questi discorsi sulla classe operaia che io appartengo politicamente alla sinistra; no cari, siete del tutto fuori tema.
Per realizzare il tutto, ho bisogno di trovare il modo per dire ai politici il mio pensiero e fare in modo che loro che comandano ne prendano atto; intanto comincio con lo scrivere quello che penso, poi si vedrà.
Molto importanti sono le riforme che intendo fare sul codice della strada per evitare tanti morti sulle strade italiane; ci sarebbe da applicare anche una mia invenzione. Spero di trovare il modo per comunicare agli altri, sempre se mi daranno retta; in pratica sto cercando di far vivere a tutti una vita migliore. Se poi non ci riesco pazienza, almeno ci ho provato.

Nessun commento:

Posta un commento