Il blog del Buciardo-- molte bugie spiritose e molte verità nascoste --

Questo mio blog rappresenta in fondo la mia personalità. E' vero che mi piace il gioco e lo scherzo, ma è anche vero che spesso inserisco dei temi molto seri; che assolutamente non devono essere presi alla leggera soltanto perchè questo è il Blog del Buciardo. Qui c'è un misto e ogni cosa va presa per il verso giusto. Buona lettura e buon divertimento a tutti.

mercoledì, dicembre 14, 2011

La patente di guida




Anche questo capitolo, fa parte dei miei racconti che ho scritto agli inizi di questo millennio. All' inizio scrivevo solo per sfogarmi, sperando che un giorno qualcuno lo avrebbe letto. Qualche anno dopo cercai di pubblicarlo in qualche giornale, ma fui sempre cestinato. Troppo lungo e i giornalisti si sa, amano le notizie corte e concise. Amano tagliare i discorsi e le interviste, cosa che a me non è mai andata giù. Al contrario, io per spiegare tutta la mia rabbia, avevo bisogno di tanto spazio e di tante parole. Ho bisogno di essere capito e non frainteso. Qui sotto incollo la quarta parte del mio libro- denuncia che scrissi rivolto ai politici italiani . Da coloro che fanno le leggi, da coloro che effettivamente dovrebbero capire i problemi del cittadino italiano. In questo caso, i problemi degli autotrasportatori.


CAPITOLO QUARTO LA PATENTE DI GUIDA


La cosa che sicuramente non potete conoscere molto da vicino come la conosco io, miei carissimi parlamentari, è proprio la patente di guida o l’educazione stradale. Voi potete possedere tutte le lauree del mondo, ma vi manca l’esperienza prima. Lo posso immaginare con assoluta certezza per il semplice fatto che io sto per strada e voi No. Voi andate in giro con le famose auto blu seduti nel sedile posteriore della vostra automobile a leggere il giornale, mentre io giro l’Italia a bordo di tir; però chi fa le leggi siete Voi del Parlamento. Partendo da una normale logica civile, voglio dirvi questo: se io mangio un buon piatto, posso dire e consigliare ad un altro di farlo; perché io stesso li ho mangiati e posso dire che sono buoni. Voi come fate a fare una legge del tipo “ tutte le autovetture possono viaggiare al massimo a 130 all’ora in autostrada ” quando permettete il commercio di veicoli stradali che fanno i 300? Come fate a dire che uno potrebbe ammazzarsi con la forte velocità, quando esistono gli imbranati patentati che si ammazzano a 50 all’ora? Ad esempio i piloti di formula uno vanno tutti i giorni in pista a trecento all’ora; perché dovrebbero ammazzarsi in un’autostrada deserta a tre corsie o in tutti quei casi in cui le condizioni gli permettono tranquillamente di viaggiare a 250 all’ora? Eppure, sicuramente, se una cosa del genere si dovrebbe verificare, immagino che saranno puniti come tutti gli altri. È qui il vostro sbaglio. Ognuno di noi ha delle capacità diverse di vivere questa vita; se eravamo tutti uguali eravamo tutti contadini, tutti imprenditori o tutti comandanti. A mio giudizio, non è vero che siamo tutti uguali; alla base di tutto c’è il potere della persona, il “ chi è dell’individuo in questione.” Non mi voglia male il Cavaliere se lo prendo spesso come esempio, ma come diceva un saggio “ bene o male, basta che se ne parli ” . Immaginiamo ad esempio che un giorno trovino Silvio Berlusconi al volante di una Ferrari a 250 km orari sulla Milano-Bologna. Per chi non lo sa gli dico che si tratta di una bellissima autostrada a tre corsie per ogni senso di marcia. Segnalato da un normale autovelox, viene bloccato da una pattuglia della polizia stradale. In teoria dovrebbero sequestrargli macchina, patente perché supera di oltre 40 km il limite massimo di velocità e fargli oltre 4 milioni di multa. Io dico che non mi sbaglio se affermo che:
paga la multa in contanti, regala duecentomila lire a testa agli agenti per aver fatto bene il loro lavoro,chiama un taxi e prosegue il suo viaggio; il giorno dopo si compra una nuova Ferrari; nel pomeriggio dello stesso giorno lo chiama il prefetto al telefonino: “ Presidente? Mi consenta… La sua patente è qui. Mando immediatamente qualcuno a consegnarla. Mi dica dove e quando per cortesia…” Che danno gli avremmo fatto ? ( Sto parlando di contravvenzioni, quindi di un danno che lo stato fa alle nostre tasche…) Qualcuno mi dice ancora che siamo tutti uguali? È la potenza economica che conta al giorno d’oggi. Alla base di tutte queste considerazioni, ( forse qualcuno mi prenderà per matto…), non sarebbe meglio se quando si fa una multa si faccia proprio in considerazione del “ Chi è ” della persona in questione? Mi spiego meglio: se a me fanno una multa di mezzo milione nel periodo che lavoro, dove la mia entrata media è di £3.500.000 mensile, a me hanno tolto un settimo del mio stipendio. Per un’uguale infrazione al codice della strada fatta al mio posto da Silvio Berlusconi o da Gianni Agnelli, se gli andiamo a togliere un settimo del loro stipendio, la multa dovrebbe essere in teoria di circa 10 miliardi di lire! Stesso ritornello di prima : Qualcuno ancora mi dice che siamo tutti uguali? Per dire esattamente che la legge è uguale per tutti, si dovrebbero fare le multe a percentuale in base al reddito.Altra cosa importante che volevo dire a tutte quelle persone importanti del ministero dei trasporti e agli ingegneri che lavorano alla motorizzazione civile, è che quando ho studiato ed ho preso le patenti superiori, la legge dice una cosa e la realtà è molto ben diversa. Innanzi tutto volevo precisare che con la parola “ patente di guida” ho inteso un discorso molto ampio, non soltanto il semplice esame; in ogni modo iniziamo pure il discorso partendo proprio dal semplice esame. Avete idea di quanti signori automobilisti e camionisti girano con la patente comprata? Tanta… Logicamente io parlo per sentito dire, anche volendo non potrei mai avere in mano delle prove in grado da fare una denuncia; questo intendo precisarlo subito a chiare lettere; ma se mi seguite attentamente nel mio discorso vi porto a delle ovvie deduzioni. A parte il fatto che se andate in giro in borghese, (per capirci meglio intendo dire in jeans e dentro un’utilitaria), in una qualsiasi cittadina italiana, incontrate sicuramente anche voi la classica signora che accompagna i bambini a scuola; per parcheggiare l’auto (senza neanche riuscirci) si sente pigiare talmente il pedale dell’accellelatore che sembra stia partendo un jumbo da Fiumicino. Oppure vi potete incontrare tranquillamente con l’impiegato, che magari sarà anche un mago sul computer, ma visto nella circolazione stradale mentre va in ufficio la mattina, ci fa mettere le mani nei capelli. Molti, ma molti di più sono i cosiddetti furbi pericolosi, che hanno sempre tanta fretta e ti s’infilano nei posti più pericolosi ignari totalmente del pericolo che un mezzo pesante e lungo come quello che porto io, può arrecare alle automobili circostanti. Questo fenomeno “ paranormale ” è maggiormente concentrato nella città di Napoli, Salerno, Bari, Foggia, Avellino. Girando da quelle parti, miei cari Parlamentari, qualcuno ancora mi dice che esiste un codice della strada? Se qualcuno mi risponde di sì lo incateno e lo spedisco al manicomio. Oggi il problema più grande però consiste quando queste persone partono per le ferie o per il week-end; questo voi lo sapete meglio di me. Andiamo ora un attimo alle conclusioni: possibile che tutte queste persone al momento dell’esame quando hanno preso la patente di guida siano state così perfette in grado da essere promosse? Ma soprattutto, l’ingegnere della motorizzazione che ci promuove dopo aver superato l’esame, ha il compito principale di esaminare se il candidato ha il cervello, le condizioni psico-fisiche richieste. Che io sapevo, la scuola guida, la prima cosa che t’insegna è la prudenza. In secondo luogo, come tutti sappiamo, c’è il parcheggio. Voi del governo, possibile che nessuno di voi si è accorto di questo fenomeno? Eppure i telegiornali hanno sempre riempito le prime pagine dei notiziari. Non è sufficiente mandare la stradale o i carabinieri fuori delle discoteche il sabato sera, a ritirare patenti a quelli che si ubriacano o che fanno uso di droghe. Ci vuole molto di più. Ci vogliono agenti della stradale in borghese in mezzo al traffico, persone qualificate che sanno intervenire al momento giusto. Quando ero ragazzo io, negli anni settanta, inceppavo spesso con agenti in borghese che mi fermavano e controllavano; magari soltanto perché avevo il viso sospetto. Forze anche perché in quel periodo c’era l’allarme “ brigate rosse Aldo Moro ”. Per completare il discorso, veniamo alla circolazione in autostrada. Voi sapete che un mezzo pesante e lungo ha bisogno di spazio. Tanto più peso porta e tanto più è lungo, si moltiplica sia lo spazio di frenata, sia lo spazio in curva. Il conducente queste cose le sa e cammina di conseguenza, in rapporto al suo peso, al suo carico e alla sua lunghezza. ( Il tutto è logico sempre secondo i limiti di portata riportati sul libretto di circolazione). Dicevo che il conducente queste cose le sa ed in questo caso parlo in prima persona. Io posso tranquillamente viaggiare con carico alto circa un metro e mezzo per trentaquattro bancali di lunghezza, con un peso netto che può variare dagli ottanta-cento quintali, (nel caso di trasporto pannolini o carta igienica che però è molto più alta; in questo caso può variare il baricentro del veicolo, ma con i mezzi efficienti di oggi, con le sospensioni ad aria, il problema è totalmente superato) ai 230-280 quintali (nel caso di trasporto detersivo, acqua minerale,birra o varechina). Dicevo, io so perfettamente quello che porto e in quanto spazio mi fermo; gli altri No. Allora, se io ad esempio mi tengo a cento metri dal veicolo che mi precede, mentre viaggio, come mai tutti gli automobilisti si affrettano a superarmi in continuazione per riempire lo spazio vuoto, facendo così venir meno alla mia distanza di sicurezza? E poi, attenzione, non sto parlando di un fatto isolato, ma di una cosa continua e ripetitiva, sia nelle autostrade del sud sia in quelle del nord; sia nella città di Palermo, sia a Bari, sia a Roma o a Milano il risultato non cambia. Gli esami della patente li ho fatti solo io in Italia? Credetemi non sto peccando di presunzione, io sono un tipo abbastanza modesto. Forze molto polemico, ma modesto.Un’altra circostanza che mi preoccupa è che molti miei colleghi non sanno neanche scrivere. L’ho notato ad esempio da come riempiono il disco del cronotachigrafo o da come firmano la bolla d’accompagnamento merci viaggianti, da come parlano ed il loro grado d’istruzione è zero. Soprattutto quelli del sud. Ora io non dico che debbano sapere a memoria le poesie del Manzoni o la Divina Commedia, ma almeno le cose basilari per viaggiare; io penso che siano d’importanza vitale. Ad una mia domanda precisa mi sento rispondere: “ che me ne fotte a me du u codice? ” Attenzione, non voglio essere frainteso: io non sono un santo quando cammino, le mie belle multe le ho prese anch’io; chissà quante ne dovrò ancora prendere. Però il punto è questo: io so perfettamente a cosa vado incontro quando commetto un’infrazione al codice della strada; ma non metto mai a repentaglio la mia vita e quella degli altri. Sono tutte cose derivate dal mio lavoro. Mi spiego meglio. Nessuna legge si è mai preoccupata di far nascere una fabbrica,un deposito in uno spazio adeguato per le misure dei mezzi pesanti. Soprattutto al sud. Da Napoli in giù ci sono depositi che sono obbligato ad entrare contromano, perché la stradina d’entrata è troppo stretta e non ci passo. Oppure sono state create a suo tempo per motrici più piccole del bestione che porto io. Quante volte siamo costretti a scaricare per la strada, anche se dal codice è vietato; a spostarci ogni cinque minuti per far transitare le automobili; oppure anche se riesci ad entrare non c’è lo spazio per uscire; o magari si esce, ma sei costretto a tornare indietro perché non si passa sotto i balconi delle palazzine. L’amministrazione comunale, dov’è? Non dovrebbe essere vietato il transito dei mezzi pesanti nei centri abitati? Come fa il cliente ad ordinare un certo quantitativo di merce pur conoscendo esattamente il punto in cui si trova? Considerate anche il fatto che ormai mi trovo li e devo obbligatoriamente scaricare al cliente il suo ordine; se io mi rifiutassi sarei licenziato e troverebbero sempre il marocchino o il napoletano che mi sostituisce. Fatto sta che non avrebbe dovuto essere ordinata per mancanza di spazio del tir. Oppure avrebbe dovuto ordinare 40 furgoni. Molto spesso il cliente ordina anche quando non ha lo spazio sufficiente per lo stivaggio della merce. Anche quando non ha i mezzi per scaricare e pretende di farlo a mano, pretende che l’autista gli porti la merce a sponda. Il mio carattere impulsivo mi porta a discutere animatamente e finisce sempre che chi ci rimette sono sempre io. Chiamano in ditta e dicono al mio principale di sostituirmi perché io sono una persona non gradita all’interno dei loro magazzini. Senza contare poi il problema degli indirizzi dei destinatari della merce. Al 90% dei casi non ci sono cartelli nelle vie e mancano soprattutto il nome della via stessa con il numero civico. Quando lo domandi e ti trovi in zone tipo Napoli o Caserta, al 99% sei preso in giro e ti danno un’indicazione sbagliata. Come se stessi giocando con 18,40 metri dietro le spalle in giro per quei violetti. Se ti trovi in zone come Frosinone o Cisterna di Latina, la cosa peggiore è che nessuno sa niente. Quello davanti non conosce il magazzino che si trova di fronte o di lato al suo. Altre volte in zone tipo Lecco, Como,Varese o Busto Arsizio, per non perdere tempo a parlare con me ti dicono che non lo sanno e se ne vanno. Un giorno, dopo due ore che cercavo un posto, persi la pazienza e gridai incazzato nero: ma se non lo sapete voi che abitate qui da una vita, lo devo sapere io che vengo da Roma? Alla fine un benzinaio s’impietosì e mi spigò il percorso che dovevo fare per raggiungere quella zona industriale per evitare i ponti bassi. In mezzo a tutto questo c’è anche il problema rapine. Non puoi minimamente fidarti del ragazzino con il motorino che ti dice di seguirlo; è talmente generoso che si offre di accompagnarti sul posto… Ma le squadre antirapine in borghese, dove sono? Mi riferisco alle regioni del sud dell’Italia. Qualcuno di voi si può immaginare com’è facile tornare indietro con quel bestione quando ti accorgi che hai sbagliato strada o sei andato troppo avanti. Prima e dopo tutto questo ci sono i clacson delle automobili perché secondo loro a noi è vietato fermarsi a chiedere informazioni su dove si trova un posto o una strada; noi ci fermiamo soltanto per far perdere tempo agli altri che vanno di fretta…Voglio parlare ora di un problema per me grave, ma che tutti ignorano; se non ricordo male quando ho preso la patente, la legge obbliga i conducenti dei tir a rispettare le ore di guida e di riposo. Una legge che prende acqua da tutte le parti, che nessuno rispetta, per problemi che ora descrivo dettagliatamente…Io mi trovo per la strada soltanto e solo per svolgere un servizio di lavoro. Per molti principali che ho avuto, sei soltanto un macchinario elettrico, che attacchi la spina e cammini. Tutto sei tranne un essere umano che deve dormire, mangiare, lavarsi. Il fatto di rispettare le ore di guida, non può essere rispettato per diversi motivi:1) il cliente paga un servizio, ordina ciò che gli occorre e glielo devi portare quando gli serve.2) Io posso avere bisogno di dormire quando posso viaggiare, posso non avere sonno quando sarei obbligato a riposare. 3) La legge che vieta il transito dei mezzi pesanti nei giorni festivi o nei sabati estivi.Iniziamo con lo spiegare il primo motivo. Un cliente di Firenze che ad esempio ordina merce proveniente da Roma, non provoca problemi perché con tre ore si è sul posto, salvo casi di impercorribilità autostradale (incidenti o lavori in corso). Un cliente che da Milano ordina merce proveniente da Roma o viceversa, anche se sa che ci vogliono sette ore di percorrenza autostradale, vuole la merce in un determinato orario di un certo giorno. Ad esempio società come la “ Procter & Gamble S.p.A. ” o la “ Palmolive ” o l’ “ acqua Rocchetta o Uliveto ”, con le quali ho lavorato fino a poco tempo fa, hanno sempre oltre mezza giornata di attesa per il carico. Sono ditte che hanno un volume di affari molto grande in tutta Italia e tutti i giorni spediscono centinaia di autotreni ed autoarticolati. Se arrivi e ti iscrivi per il carico ( il che significa per i non addetti ai lavori che sei e devi rimanere li presente), verso le 16, significa partire intorno a mezzanotte (Senza mensa e con bagni da vomitare). Il 90% dei loro clienti, ricevono per lo scarico obbligatoriamente dalle 6 alle 11 del mattino, altrimenti sei obbligato ad aspettare il giorno dopo e si trovano principalmente tra Milano, Padova e Torino. Ora, come ho già detto, per Milano e Padova ci vogliono sette ore di viaggio; per Torino ce ne vogliono dieci. Logicamente io mi riferisco delle distanze tra casello e casello; ad esempio una distanza Roma Milano io intendo casello di Melegnano, casello Roma nord. Il tempo dalla fabbrica al casello, e poi dal casello al cliente, sono a parte. Ora per il regolare svolgimento del mio servizio, è indispensabile rispettare i tempi. Voi che avete fatto le leggi, penso che sapete essendo laureati, che una ditta di trasporti viene pagata a viaggio. Ogni fine mese, si chiude la fatturazione; si prendono tutte le bolle di accompagnamento regolarmente timbrate e firmate dal cliente che ha ricevuto la merce, e si consegnano alla ditta che ha ordinato i viaggi. Dopo 60-90 giorni il cliente paga al mio principale tutti i viaggi fatturati in quel periodo. Quindi nessun principale ha interesse a lasciarti fermo li per scaricare il giorno dopo. Se io e tutti i miei colleghi del mio mestiere, faremmo come vuole la legge esattamente, tutte le ditte di autotrasporti fatturerebbero meno della metà di quello che fatturano attualmente e chiuderebbero. In moltissimi casi anche il conducente è pagato a viaggio… Quante volte capita che un cliente si trovi a cinque o sei ore esatte di strada dal punto in cui ho caricato: se io o un altro al mio posto rispettassi la legge che mi obbliga a fermarmi 45 minuti dopo 4 ore e mezza di strada, il tempo su strada si allunga e le ore diventano 6-7 invece di 5-6. Risultato: il cliente chiude e devi aspettare il giorno dopo; se ti capita di venerdì? Io farei rimanere coloro che hanno fatto questa legge ad aspettare li fuori fino al lunedì successivo, buttato in mezzo alla strada peggio di uno zingaro e senza servizi igienici. Alla base di tutto, miei cari parlamentari che fate le leggi, dovete capire questo: un imprenditore, in questo caso titolare di mezzi pesanti adibito al trasporto merci, fa uno o più contratti con aziende. Dopo molte ore di trattative sul prezzo del costo del viaggio, accetta un certo compenso; ipotesi : tutti i giorni alle 20 un mezzo deve essere presente al carico e tassativamente deve scaricare a Milano tra le ore 6 e le 7 del mattino successivo. Sempre più spesso però capita che il mezzo si trova al carico alle 20, ma prima delle 24 non esce per mancanza del prodotto; o deve arrivare da altri tir o deve ancora essere confezionato per la spedizione. Altro fattore che non viene preso in considerazione è che l’autista che è presente al carico alle 20, non viene da casa propria fresco e riposato, ma da un altro viaggio. Però la merce, per contratto deve essere lo stesso a Milano il mattino successivo alle 7. A nessun principale e a nessun cliente interessa quante ore hai dormito, se sei stanco o se devi fare una doccia. Per il loro cervello da imprenditori sanno che il ricavato del viaggio è fisso, sempre quello e poco. Tutto il resto sono spese che loro devono cercare di ammorbidire per far crescere il loro guadagno effettivo. Tutto, consumo gasolio, spese autostrada, stipendio dell’autista. Se io o qualsiasi mio collega si permette di dire che ho già fatto un viaggio di dodici o sedici ore, ti senti rispondere che a loro non interessa. Non sono problemi loro. Per la sicurezza stradale , dobbiamo essere noi autisti responsabili di noi stessi e degli altri, a saper capire il momento della stanchezza arrivata al punto massimo estremo. Io stesso moltissime volte mi sono trovato costretto ad inventarmi un incidente stradale, una gomma scoppiata, una strada bloccata per poter dormire quelle due ore strettamente necessarie per la sopravvivenza del mio organismo. Altre volte mi è capitato il contrario: partito dalla Francia del nord oppure tornando dall’Inghilterra, facendo le mie 9 ore di guida riuscivo ad arrivare sotto Parigi; dalle parti di Fontana blue, con 8 ore ero nel tunnel del Monte Bianco; ( all’estero le ore di riposo sono obbligatorie, immagino che conoscete i motivi); scendendo da Aosta facendo Santhia, poi o passando di qua verso Piacenza, Bologna, Firenze, Roma; o passando dall’altro lato verso Livorno, Civitavecchia, con 8-9 ore non arrivi sicuramente oltre La Firenze mare. Eppure il fattore frizzante che stavo rientrando a casa, mi faceva passare totalmente il sonno. Allora, veniamo al dunque: se ognuno di noi è totalmente capace di intendere e di volere, come si può obbligare un cristiano a rimanere fermo a dormire 8 ore quando gli mancano appena tre o quattro ore per tornare a casa? È vero che la legge permette il ritardo di 4 ore al blocco festivo dei tir per coloro che vanno o rientrano dall’estero; ma è anche vero che nessuna legge ti permette di fare 12-16 ore consecutive per rientrare a casa. Se devo essere sincero, io stesso preferisco, quando ho la possibilità di scegliere, un viaggio sia pure abbastanza lontano tipo Milano o Torino, ma che non mi facciano perdere tempo i rispettivi clienti di carico e scarico. Ad esempio, un viaggio a Milano riuscito bene per me significa 7 ore di andata e 7 ore di ritorno, + 2 di carico e scarico sono uguali a 16 ore prima di un meritato riposo a casa che può essere di 6 ore o di 8; al massimo di 12 ore, dipende dai casi dell’orario del cliente che spedisce il nuovo carico. A volte ho solo 2 ore per andare a casa a fare la doccia, a volte neanche quelle. Mi chiedete perché? Ve lo spiego subito: nessuna ditta di autotrasporti ti rimborsa i pasti e tutte le spese di quando sono fuori casa, in + 4 ore passate nel proprio letto di casa corrispondono a 8 ore passate a dormire nella cuccetta stretta del tir. Io devo pensare soprattutto a come mi sento io personalmente, fisicamente, quando affronto un nuovo viaggio; devo pensare a non essere un pericolo ,ne per me ne per gli altri , oltre a rispettare gli orari di consegna. Per questo motivo posso non avere sonno quando sarei obbligato a dormire. Altre volte capita che parto da Roma a mezzanotte la domenica d’estate, ma dopo due ore sono fermo a dormire. Ritornando all’inizio per essere più chiari, io parto per esempio la domenica sera a mezzanotte nel periodo estivo da Roma per essere a Milano entro le 11 del lunedì mattina. A Milano ci sono clienti come “ La Rinascente ” o l’ “ Esselunga ” di Pioltello, o la “ Coop ” dove, una volta consegnato i documenti in portineria, resti in attesa che l’altoparlante ti chiami per indicarti il numero della buca dove devi andare a scaricare. Se arrivi abbastanza presto, diciamo entro le otto, probabilmente esci vuoto per le 4 del pomeriggio. Se arrivi dopo se ne riparla nel tardo pomeriggio o sera perché logicamente ci sono centinaia di altri miei colleghi arrivati prima di me. Abbiamo iniziato questo discorso partendo dalla domenica sera a mezzanotte. Che cosa credete che abbia fatto io o chi come me del mio stesso mestiere, nella giornata della domenica? A casa in famiglia a sentire le partite o “ Buona domenica”, o fuori casa allo stadio con la famiglia; chi è più giovane di me l’avrà trascorsa con la propria fidanzata, il risultato non cambia: anche se ci siamo alzati abbastanza tardi, non abbiamo certo dormito tutto il giorno. Moltissime volte in coscienza l’ho fatto, sapendo che avrei dovuto viaggiare tutta la notte, ma mettetevi nei miei panni: già sei assente da casa tutta la settimana, se poi trascorro anche la domenica a letto, la vita privata sociale e matrimoniale viene a mancare del tutto. Siamo arrivati al lunedì pomeriggio o sera ed ancora non abbiamo chiuso occhio; ma soprattutto ancora non abbiamo caricato il viaggio di ritorno per poterci permettere un piccolo riposo prima di ripartire. Si, miei cari parlamentari; il riposo è condizionato dal carico del viaggio di ritorno, dal luogo della destinazione e soprattutto dall’orario della consegna. Se prima non hai caricato, non puoi andare a dormire perché il cliente chiude. Molto spesso è capitato, infatti, che il viaggio di ritorno non è per Roma, ma Bari o Napoli. Altre volte ho scaricato a Torino l’andata, con la consueta attesa, il ritorno caricato alla Fiat in porta 11 e scaricato alla Fiat di Melfi, in provincia di Foggia. Voi penserete che durante queste attese un povero cristo possa dormire; No. Si può soltanto riposare un po’ il cervello, ma devi in ogni caso restare con un occhio aperto perché quando ti senti chiamare dall’altoparlante ti devi recare al punto di scarico; altrimenti ti danno assente anche se si li a dormire, nessuno ti viene a svegliare e ti addebitano “ mancato carico ” Neanche i tuoi colleghi; preferiscono passarti avanti la fila che stai facendo. Una volta mi ricordo, avevo caricato a Melfi un carico urgente da scaricare alla Fiat di Torino in porta 11 entro le 6 del mattino successivo; altrimenti c’erano non so quanti operai fermi senza lavorare per mancanza di materia prima. Credo si trattava dei cofani anteriori delle “ Lancia Tema”; ebbene signori, io arrivai a destinazione alle 4 del mattino, molto stanco, perché il viaggio precedente avevo dormito pochissimo. Con questo tipo di lavoro tenete presente che non si dorme più 20 ore settimanali sparpagliate qua e là. Alle 4 del mattino logicamente era ancora tutto chiuso, perché la portineria che ritira le bolle di accompagnamento merci aprono alle 6. Logicamente ne approfittai per farmi 2 ore di sonno, con un particolare: ero il primo della fila, il primo dovevo essere allo scarico, allora mi sono messo di traverso davanti la portineria, in modo tale che quando aprivano dovevano per forza svegliarmi se volevano entrare alla Fiat. Ebbene signori, voi non ci crederete, ma io sono stato svegliato alle 9 del mattino dal mio telefonino: era il mio principale che mi rimproverava perché non ero giunto a destinazione in orario quando mi era stato raccomandato di scaricare con priorità assoluta alle 6 del mattino. Evidentemente avevo sbagliato i miei calcoli; ogni autotreno aveva fatto almeno tre manovre per poter entrare avanti a me ed il portiere della Fiat mi rispose che lui non era pagato per svegliare gli autisti. Permettetemi di affermarlo, miei cari parlamentari o senatori a vita: voi da questo punto di vista siete del tutto ignoranti. Il resto della settimana, termina con il solito sistema; si ricarica, si riscarica, si ritorna in viaggio. Ora voi siete tanti, le domande che potreste farmi a questo punto possono essere centomila; proverò ad immaginare cosa frulla nei vostri cervelli: Chi ti dice di fare una simile vita? È pericoloso! Rispetta gli orari di transito come prescrive la legge della circolazione dei mezzi pesanti… Fai le tue normali ore di guida, osserva il tuo riposo e scarica quando arrivi, semmai aspetti la mattina del giorno dopo… già, ma chi ti paga? Sapete quante volte capita che prima di rientrare nel piazzale dell’azienda con il tir da un viaggio ti senti dire… Per favore, porta quel rimorchio in officina… Porta quella motrice a fare la revisione… riparti subito perché un tuo collega non è venuto, ia partorito la moie… per favore, vamme a fa quelle consegne con la motrice, perché con il bilico non centri dentro Roma… E a dormire quando ce vado che stasera sono obbligato a ripartire? Molto spesso la notte quando viaggio ascolto la “ Notte dei misteri ”, condotta molto spesso da Lorenzo Opice e ancora più spesso mi capita di ascoltare la trasmissione “ uomini e camion ”, condotta da Fabio Montanari o da Emanuela Gialli. Isoradio, tanto per capirci, molto utile a noi che viaggiamo. Quello che non riesco a capire è come fanno a non vedere esattamente com’è il mondo reale del trasporto su gomma. Quei signori importanti che vengono intervistati 10 minuti ogni ora e non fanno in tempo a chiarire esattamente quello che vogliono dire perché subito vengono interrotti per mancanza di tempo. Quanto costa il tempo su Isoradio? Mamma Rai, con tutti i soldi che incassa dai canoni televisivi, non potrebbe essere più generosa quando fanno qualcosa di veramente utile e importante? Anche e soprattutto a quei signori intervistati da “ uomini e camion ”, io voglio avere la possibilità di dire e spiegare queste cose. Signori io non sono l’unico in Italia che fa questo genere di vita. Il trasporto su gomma non l’ho inventato io. Io devo soltanto rispettare gli orari di consegna, consegnare tutto ed intatto, come è stato caricato. Se io o un altro al mio posto rispettassimo gli orari di guida e di riposo, ci troveremmo sbattuti fuori a calci nel culo. Quelle poche volte che si prende una multa per eccesso di ore di guida, le paga la ditta senza problemi. A noi fanno pagare soltanto le multe in caso di eccesso di velocità. Ho girato decine di ditte di trasporti per lavoro, il risultato non cambia: il mezzo deve girare per fatturare il lavoro. Risultato: noi siamo le bestie. Voi dovete tirare fuori una legge che vieti la consegna tassativa; se qualcuno mi dice che già esiste, io vi dico che non viene applicata da nessuno. Non scordatevi che io portavo anche l’insalata fresca e gli ortaggi in Germania, provenienti dalla Sicilia, a temperatura controllata in meno di 48 ore! Proprio così! Ai tempi che lavoravo con … ero obbligato a fare il doppio disco per far risultare ad un eventuale controllo che tutta quella strada l’avevamo fatta in due e poi l’altro era sceso tornando indietro con un altro collega. Quando si arrivava tardi al mercato, oppure il frigorifero non funzionava bene e l’insalata o le carote diventavano nere, il cliente rimandava tutto indietro. Secondo voi, chi pagava tutte le spese? La ditta, il mio principale, ma a noi autisti levavano il guadagno della trasferta e sulla busta paga risultavamo in ferie! Feci anche vertenza alla …. di Tor San Lorenzo, ma evidentemente l’avvocato del sindacato della “…..l” di Latina si è venduto, perché io non ho mai preso una lira. C’è da dire che i frigoriferi della “ Termoking ” dei semirimorchi sono alimentati a gasolio ed in pratica hanno lo stesso funzionamento del frigorifero di casa. Quando arrivano alla giusta temperatura si spengono e si riaccendono automaticamente quando la temperatura interna sale. A me è capitato l’inverso: trasportando gli ortaggi siciliani caricati a Ragusa al “ Della Vittoria ”, c’era una temperatura esterna di 15 gradi ed il frigorifero impostato a +2 funzionava regolarmente fino a Vipiteno, sulla Brennero. Attraversando le Alpi e l’Austria per andare in Germania del nord, la temperatura esterna scendeva di molti gradi sotto lo zero, il frigorifero si spegneva regolarmente, ma doveva fare un procedimento inverso: in pratica doveva riscaldare la merce, ma non lo faceva. Per questo motivo l’insalata e le carote, le patate diventavano nere. A quei tempi avevamo il regolare permesso per la merce deperibile, la famosa “A e la D” applicati all’esterno del frigorifero, ma veniva a mancare il riposo. È vero che all’estero era rispettato, ma in Italia c’erano i minuti contati. Non si faceva in tempo a rientrare in deposito, a controllare l’olio, a fare il pieno, che subito ti facevano trovare un altro semirimorchio già carico; oppure passavamo mezze giornate in attesa del carico ad spettare l’altoparlante che ci chiamava, a Latina Scalo o a Cisterna di Latina. Tutto, tranne che a casa: non avevo mai oltre mezz’ora per fare una doccia, lasciare i panni sporchi, riprendere quelli puliti, e via la Germania o il nord dell’Europa mi aspettavano. Gentili Signori del Parlamento Italiano, Senatori della camera dei Deputati, io non vi sto chiedendo giustizia per me per avere il giusto compenso delle ore lavorate, ma vi chiedo di indagare in tutte le aziende di trasporto italiane. Se volete, io so che potete farlo: è sufficiente una pattuglia della polizia in borghese che annota i numeri di targa quando escono dalle ditte dove hanno caricato; oppure anche in divisa: un semplice agente che, sempre come fanno normalmente, in 5 minuti si prende la patente, il dischetto e il libretto di circolazione e segnala via radio alla propria Prefettura quel mezzo e quel conducente. Lo stesso conducente sarà poi visto passare ipotesi al casello di Melegnano, ad un determinato orario, poi al casello di Salerno ad un altro orario, infine sarà visto imbarcarsi sulla “ Caronte ” per Messina, fino ad arrivare a fine settimana o a fine mese. Facendo arrivare tutte queste informazioni ad un grosso computer di una grande Prefettura italiana; alla fine tirate i conti esattamente di quante ore ha viaggiato quel poveretto, quante ore ha dormito, quanti km ha fatto in una settimana. Alla fine, prendete il suo principale e lo arrestate per messa in schiavitù di un povero padre di famiglia, per aver pensato solo alla propria fatturazione aziendale senza pensare al giusto riposo del conducente in questione. Dovete prendere in considerazione una cosa importantissima: non è sufficiente controllare i dischetti, ( a Napoli molti girano con i dischetti di altri molto spesso di persone inventate) ma dovete seguire la persona e il mezzo da una pattuglia all’altra senza essere visti in tutta Italia. Altro esempio: molto spesso mi capita di partire da Roma la domenica sera per Milano; dopo circa 4 ore e mezza, 5 ore arrivo a Bologna, più precisamente all’area di servizio “ Cantagallo ” in direzione nord. Sempre troppo spesso capita che è talmente intasata di autotreni all’entrata, che per risparmiare tempo preferisco proseguire fino a “ Secchia ” , quella successiva che si trova a Modena, dopo 40 km. Anche quest’ultima è molto intasata, però rispetto a Cantagallo perdo meno tempo per entrare e uscire. Un particolare molto importante attira la mia attenzione: l’80% di quei mezzi pesanti è targato NA, SA, BA, RC,CS, AV, ; sia quelli fermi a Cantagallo, sia quelli fermi a Secchia. Ora diciamo pure che un 15% di loro sono frigoriferi con la lettera A o la D attaccata all’esterno; mettiamo pure un 20% di loro pur essendo centinati hanno un permesso oppure sono autorizzati ad anticipare la partenza di 4 ore perché sono diretti all’estero; ma gli altri, come fanno ad essere presenti li e sono partiti molto più a sud di me che parto da Roma? Avete mai sentito parlare di doppi documenti di trasporto, cioè di un duplicato fasullo con tanto di C.M.R allegato per anticipare le partenze inventando un ipotetico cliente all’estero che in realtà non esiste? Avete mai sentito parlare di doppio disco per ogni conducente che va all’estero in modo tale che se viene fermato dopo la frontiera italiana riesce a far risultare il doppio autista in modo tale da far scaturire che tutta quella strada è stata fatta in due ?Signori, sicuramente io mi sto mettendo nei guai da solo come uno scemo, ma voglio che , per il bene dell’autotrasporto, tutto questo deve finire. Per farlo finire, avete solo un sistema, come vi ho detto prima: seguite i mezzi da una pattuglia all’altra, specialmente quelli diretti all’estero che fanno i mercati; oppure quelli che partono da Ragusa al “ Della Vittoria ” o da Sibari e vanno a scaricare per i mercati di Milano o Torino. Solo così potete sapere se effettivamente quello che vi sto dicendo è vero. Tornando in Italia, Il 99% dei supermercati o clienti di magazzini all’ingrosso, ci obbligano a noi autisti a scaricare il mezzo in tutti quei casi dove è previsto lo scarico dalla ribalta, in pratica dalla parte posteriore del mezzo. Se abbiamo fatto un viaggio di cinque ore o di sedici ore, a loro non interessa; dobbiamo prendere il traspalet elettrico o a mano e prendere i nostri trentaquattro bancali dal tir e depositarli a terra all’interno del loro magazzino. Altrimenti ci rimandano indietro il carico. Parlando con i responsabili del posto, ti senti dare sempre la stessa risposta: loro non sono autorizzati ad entrare all’interno del camion, se si fanno male nessuno li paga. La legge che dice che l’autista, fatte le sue ore di guida, non può svolgere nessun altro tipo di lavoro, dove sta? Che io sappia, quando studiai per prendere la patente, l’autista ha soltanto il compito di controllare che la merce venga stipata bene al momento del carico; di controllare al momento dello scarico che sia tutto in ordine, sano e che non manchi nulla. Invece, oggi la merce viene controllata dopo che l’hai depositata a terra. Ma soprattutto a noi chi paga il facchinaggio? Io ho sempre lavorato per ditte di trasporti, non di traslochi; solo in quest’ultimo caso si può pretendere che il mio principale mandi un facchino con me a svolgere i lavori pesanti. Piuttosto sono i clienti dove scarichi e carichi che devono avere il personale adatto allo scopo. Ma il personale costa, nessuna ditta lo vuole pagare e noi che abbiamo fretta, ( imposta dal tipo di lavoro), ci dobbiamo scaricare il mezzo. Dicevo prima del rispetto delle ore di guida; una legge peggiore non potevate inventarla; ma partiamo dal principio.Quando noi adulti insegniamo ad un bambino a camminare, a muovere i primi passi, lo facciamo con tanto amore e tenerezza soprattutto perché noi già lo facciamo da tanti anni e sappiamo esattamente come si fa, come dobbiamo mettere i piedi per tenerci in equilibrio. Quando il ministro dei trasporti del secolo scorso, insieme ai parlamentari dell’epoca si è messo a scrivere il codice della strada perché iniziavano a muoversi le prime automobili, che esperienza aveva? Nessuna, si è dovuto muovere a tastoni basandosi un po’ del buon senso. Oggi il traffico è diventato enorme, insopportabile da tutti i punti di vista; oggi il traffico ha bisogno di scorrere, sia quello pesante sia quello leggero.Invece viene penalizzato soprattutto il traffico pesante, a favore del traffico leggero. Avete idea di quante giornate ho trascorso fermo all’area di servizio dalle 7 alle 22 o le 24, a secondo se mi trovavo nel periodo invernale o nel periodo estivo, perché la legge mi vietava di rientrare a casa, fare una doccia e stare con i miei familiari? Avete idea cosa significa guardare gli altri che se ne vanno a divertire mentre si fermano a bere dei caffè ed invece sei obbligato a rimanere li? Quando scrivete le leggi, voi del governo, a cosa pensate? Quando le approvate con le votazioni a scrutinio segreto al senato o alla camera dei deputati e votate anche per i vostri colleghi assenti… Sicuramente il cervello lo avete lasciato a casa! Io sto scrivendo tutto questo perché voglio che controllate e verificate di persona quello che sto dicendo; sto scrivendo affinché possiate cambiare le leggi e fare in modo che questa vita da cani che tutta la gente del mio mestiere fa, possa migliorare. Quindi, per vie di logica, un buon ministro dei trasporti deve essere prima un ottimo conducente di treni, di navi, di aerei, tir e automobili. Invece viene comodamente accompagnato dappertutto dall’autista personale dell’auto blu. Allora mi prendete per matto se dico che, per fare delle buone leggi stradali, dovrebbe avere almeno dieci anni d’esperienza? Cominciamo con il dire che anche l’autista è un essere umano, quindi ha bisogno di tutti i servizi igenico-sanitari di cui ha bisogno una persona civile; cosa che attualmente scarseggia nella maggioranza dei casi. Dovete sapere che esistono aziende dove per scaricare c’è da fare una fila di molte ore, qualcuna anche di giorni. I bagni riservati agli autisti, sempre ammesso che ci sono, sono sempre talmente sporchi da preferire un prato all’aria aperta; esattamente come i cani per l’appunto. Le docce sono sempre assenti o se presenti in disuso piene di ragnatele. Spesso mi è capitato di offrirmi volontario per ripulirle e utilizzarle, ma era assente l’acqua calda, come la …. di Torino. IO mi domando e dico: se ogni Sindaco e la sua giunta comunale d’Italia controllassero a tappeto la rispettiva zona industriale, tutto questo non accadrebbe. Se ogni Sindaco applicasse alle rispettive aziende del proprio comune, una sorveglianza almeno due volte l’anno, lo stesso che dovreste fare Voi del governo per i cani, e ordinasse loro: tutte le aziende superiori ad un traffico merci di tot tonnellate; in pratica ci deve essere almeno un bagno ed una doccia con l’acqua calda funzionante ogni 10 persone, per tutte la aziende dove è prevista un’attesa superiore oltre le due ore. Soprattutto se a queste ditte facciamo pagare la sosta dei mezzi pesanti fermi in attesa di scarico o di carico, tutto il traffico merci si può regolarizzare in maniera soddisfacente. Sarebbe sufficiente il disco regolarmente riempito del cronotachigrafo aggiunto alla fatturazione. Si, è logico; perché per mantenere in piedi un’azienda, un principale non ha più bisogno di farti correre: sarebbe pagato lo stesso mentre uno aspetta il suo turno per scaricare o per caricare. Tutto il tempo che noi perdiamo per queste attese, non è dovuto a causa nostra. Noi autisti il nostro lavoro l’abbiamo fatto. Io penso che non avete bisogno di un’altra laurea per fare una legge di questo tipo: non si parte più la domenica sera, ma il lunedì mattina alle 6. Non si deve partire per un viaggio se non si fa in tempo a rientrare. La sosta delle attese deve essere pagata dalle aziende che ordinano il viaggio. Obbligatoriamente tutti i viaggi dei mezzi pesanti devono essere pagati a km secondo il tracciato più corto; non ci dovrà essere concorrenza, tra ditte di trasporto perché tutti indistintamente faranno lo stesso prezzo; non essendoci più la corsa al prezzo più basso si può dormire di più e viaggiare con più sicurezza. Ogni titolare di un’azienda di trasporti deve obbligatoriamente consegnare ogni mese alla motorizzazione tutti i dischi dei cronotachigrafi dei propri autisti in modo tale che autisti e mezzi sono strettamente controllati dagli ingegneri della motorizzazione e dal ministero dei trasporti. La fotocopia dei dischetti invece va unita alla fatturazione in modo da dimostrare al cliente il viaggio svolto regolarmente nel pieno rispetto delle leggi. Se Voi del governo fate una legge che obbliga tutti i principali di ditte di trasporti ad assumere personale di altre città, per coloro che fanno il trasporto regolarizzato ad orario preciso, come fanno i corrieri. Mi spiego meglio: la TNT, Bartolini, l’Executive, la Rinaldi, Cavalieri ecc. hanno centinaia di magazzini sparsi in tutta Italia. Sono collegati tra le varie città italiane con tir che partono ad orario preciso ed arrivano ad orario prestabilito. Ad esempio un tir che parte da Fiano Romano ( Roma nord) impiega dodici ore per arrivare a Catania. ( già qui siamo molto al di fuori delle normali ore di guida, perché sono consecutive. Immaginiamoci quelli che arrivano fino a Palermo e che magari partono da Milano…) Viceversa ce n’è uno che parte da Catania ed impiega dodici ore per arrivare a Fiano. Il doppio autista su un mezzo pesante al giorno d’oggi si vede soltanto nei tir delle “ Poste e Telegrafi ” perché sono pagati dallo Stato. Se Voi fate una legge che obbliga le ditte ad assumere personale di altre città, ci troviamo in questo modo: tutti e due si incontrano a metà strada, cioè a Sala Consilina o a Padula-Bonabitacolo, sulla Salerno-Reggio Calabria. Entrambi hanno fatto sei ore di guida; si scambiano i semirimorchi ed ognuno di loro se ne torna a casa propria. Il servizio è stato fatto lo stesso ad orario prestabilito, ma gli autisti hanno il vantaggio che risparmiano i pasti costosi fuori casa, il pagare 7000 lire una doccia, il trascorrere le rimanenti dodici ore con la propria famiglia. Signori io a confronto a Voi pluri-laureati non sono nessuno; oltretutto Voi avete la mente fresca che riposate tutte le notti, io No. Voi, se volete, avete la capacità ed i mezzi per risolvere tanti problemi. Sicuramente Voi queste cose non le sapete, per questo ve le racconto. Sono ormai diversi mesi che trascorro le mie domeniche pomeriggio a dirvi tutto questo, con la speranza che serva a qualcosa. Voi se volete, avete il tempo e la possibilità di studiare ed applicare leggi, ad ogni problema esistente per il bene comune del cittadino italiano. Non dimentichiamoci poi della pulizia dei servizi igienici, che deve essere fatta almeno quattro volte al giorno. Quando qualcuno fa il porco nei servizi igienici, se lo pizzicano sul fatto deve essere multato ed obbligato a ripulire le sue sporcizie, altrimenti i gestori delle aree di servizio devono pagare il personale addetto a tali pulizie tutte le volte che serve, compresa la notte. Sarete concordi con me, immagino, nell’affermare che chiunque si fermi per andare al bagno, consumi minimo un caffè, portando guadagno ai suddetti gestori. Detto servizio è scadente soprattutto nel periodo estivo, quando aumenta il traffico dei vacanzieri. Anche il semplice poliziotto della stradale si ferma a fare la pipì all’area di servizio: cosa gli costa a scrivere un pochino e multare i gestori per sporcizia nei servizi igienici?Potrei continuare ancora qualche ora con questi esempi, ma non ho voglia di scrivere una nuova “Treccani” ; passiamo oltre. Io, Nando Marcelli non ho mai visto neanche lontanamente un’aula di tribunale; mi devo accontentare di quelle che vedo in televisione e nei film. Se è vero che sopra la testa del giudice compare la scritta “ la legge è uguale per tutti”, ci devo credere?Un giorno, credo si tratti del 21 o 22 dicembre dell’anno 1997, lavoravo presso una ditta di trasporti chiamata “ Cooperativa Europa Tef “, con sede e deposito a Labico, alle porte di Roma. Mi ricordo che ero rientrato a casa mia la sera prima verso le 22 con la mia automobile privata, tornato da un lungo e faticoso viaggio. Io all’epoca abitavo ad Aprilia e tutta la strada che separava Labico da Aprilia la percorrevo con la mia automobile. Per evitarvi di prendere la cartina geografica, voglio spiegare a chi non lo sa, che Labico si trova su Via Casilina, a pochi km dal casello S. Cesareo. Aprilia si trova Sulla Via Pontina a 60 km dal Grande Raccordo Anulare. Logicamente nessuna ditta di trasporti ti autorizza a fare tutta quella strada con i propri mezzi, per loro sarebbe soltanto un inutile spreco di carburante, quando il mezzo deve partire in direzione nord Italia. Quindi da casa mia al deposito dovevo farlo con il mio mezzo a mie spese. Quella volta, mi ricordo che c’era un lungo ponte natalizio ed il mio autotreno era già carico per un supermercato di Torino. In pratica c’erano i tempi molto ristretti per fare il viaggio e rientrare, altrimenti iniziava il blocco della circolazione dei tir alle 16 e non facevo in tempo a rientrare a casa. Sarei stato costretto a fermarmi presso un’area di servizio e passare la vigilia di Natale solo come uno scemo, senza contare le proteste logiche di mia moglie; tra l’altro il 24/12 è anche il giorno del suo compleanno. Ero tornato a casa verso le 22, come dicevo e avevo tempo per riposare fino alle 4 del mattino. Prima delle 6 del mattino dovevo partire da Labico con l’autotreno per Torino.Il caso e la sfortuna hanno voluto che alle 4 del mattino, quando ha suonato la sveglia, io l’ho spenta e mi sono riaddormentato. Quando alle 8 del mattino mi svegliò mia moglie, dovetti andar via di corsa, senza neanche avere il tempo di un caffè e lavarmi il viso. Arrivato dalla Via Pontina sul Raccordo in direzione autostrada Roma-Napoli, mi trovo tutto il traffico completamente bloccato. A quel tempo, ancora non c’era la galleria dell’Appia, ed il traffico si strozzava ad imbuto da tre a due corsie. Senza neanche pensarci sopra due volte, presi istintivamente la corsia d’emergenza e continuai a camminare con la mia automobile verso la Roma-Napoli senza accorgermi che ero inseguito da una pattuglia della polizia stradale. Mi fermarono più avanti, e non vollero sentire ragioni. Risultato: due mesi di sospensione della patente, 3 multe per oltre settecentomilalire, viaggio annullato con conseguente danno per la ditta; a sua volta fu multata dal cliente per mancata consegna perché aveva un contratto preciso di consegna della merce. Tutte giusto, pensate voi: ho sbagliato ed è giusto che ho pagato. Torniamo un attimo indietro, quando vi dicevo che sopra la testa del giudice c’è scritto che la legge è uguale per tutti. Io possiedo tutte le patenti di terra; dal trasporto pubblico cap tipo kd, al trasporto esplosivi, gas, benzina, radioattivi a.d.r. classe A e classe B. Io ho commesso l’infrazione ( camminavo in corsia di emergenza infrazione all’articolo 178 del codice della strada.) Con la patente B: La legge vuole che ogni volta che si prende una patente superiore, si riconsegni quella precedente; quella di categoria superiore è valida anche per le categorie inferiori. Risultato: a me hanno tolto un D-E invece della B. Tutto questo a me ha provocato un danno enorme: oltre due mesi senza stipendio, con le rate dell’auto, l’affitto, le bollette e tutto il resto da pagare. Cercai anche di parlare con il prefetto, ma mi ricevette il suo vice e non ci fu nulla da fare. L’infrazione c’è stata ed il codice è stato applicato. In conclusione, dico questo: la legge che non si può tenere le patenti più piccole non l’ho fatta io. Se io avrei avuto in tasca, la B era tutto regolare. Avrei pagato il mio torto come un qualsiasi altro cittadino. Così io mi sono trovato di fronte un’autentica ingiustizia, perché alla fine ho pagato almeno dieci volte il mio torto; la legge non mi ha permesso di lavorare per oltre due mesi ed ho subito un danno di oltre sette milioni e mezzo di lire. È come se un bambino che ha rubato una caramella Voi lo avete condannato all’ergastolo.Un danno del genere, non tutti lo possono assorbire. Io di cognome mi chiamo Marcelli, non Berlusconi.(Con tutto il rispetto per il Cavaliere, rimane sempre una mia meta da raggiungere appena faccio un bel 6 al superenalotto; al contrario dell’ex sindaco Rutelli che ne parla sempre con invidia…)Se io ero un semplice operaio di fabbrica, mi sarei alzato due ore prima, avrei preso la metro o il mezzo pubblico e sarei andato lo stesso a lavorare.








Per continuare il racconto, dove parlo di una mia invenzione che qualcuno potrebbe sfruttare, dovete cliccare qui in basso su " post più vecchi " e si aprirà una nuova pagina centrale dove parlo del nuovo codice della strada e di una mia invenzione.  Io non ne ho ne i mezzi ne conosco nessuno per attuare un simile progetto.



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